Il Malawi di Vittorio Peruzzi
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L'acquario del Malawi
Una premessa: alimentare miti e teorie pseudo-scientifiche, come avviene sempre più spesso per l'acquariologia, con conseguenti complesse e lunghe istruzioni per la loro applicazione o gestione, oltre a favorire pratiche inutili e costose, non favorisce certo lo sviluppo e il diffondersi dell'acquariologia scoraggiando coloro che vorrebbero avvicinarsi e spingendo all'abbandono coloro che già la praticano con inviti a inutili e faticosi continui interventi. Vedi Sfatiamo i miti.
Di seguito alcune considerazioni di carattere generale.
La dimensione di un acquario dedicato ai ciclidi del Malawi deve tenere conto che questi ciclidi vanno tenuti in un gruppo di almeno 10-15 esemplari in modo da suddividere l'aggressività inter-specifica tra più esemplari permettendo alle femmine e ai maschi non dominanti di non essere l'unico oggetto continuo degli assalti dei dominanti permettendo loro di nascondersi e di cibarsi. Considerando che la dimensione adulta raggiunge normalmente una lunghezza media di 10 centimetri, ben diversa dai giovani esemplari che sono normalmente posti in vendita (crescono !) o dai tradizionali pesci da acquario tropicale, e che vi è la necessità di creare territori ben separati (non solo tane) per permettere ai dominanti di suddividersi l'acquario, deriva che un'acquario Walawi deve essere da almeno 200 litri lordi.
Pensare di ricreare un biotopo naturale, nella fattispecie i fondali rocciosi e ciottolosi del lago Malawi, in un acquario di meno di mezzo metro cubo dedicato a pesci nati e allevati in stagni e vaschette, nonchè dare giudizi o consigli sull'allestimento di una vasca in base alla sua aderenza o meno al biotopo di riferimento per il benessere dei nostri ciclidi, è semplicemente una assurdità (si arriva addirittura a leggere di installazioni di sistemi automatizzati di luci notturne che simulano le fasi lunari !!!!). Il ciclide che comprate in negozio ha certamente delle esigenze per il suo allevamento in un acquario casalingo che sono diverse da quelle di altri pesci ornamentali e che gli vanno garantite: ad esempio, quella che la vasca sia ricca di tane e, sopratutto, di territori ben divisi e protetti. Sicuramente il vostro ciclide, che non ha riferimenti culturali sul biotopo del Malawi, preferisce una serie di tane, la più numerosa possibile, e aree separate: se queste siano formate con rocce simil-Malawi, da finte rocce Malawi, da vasi di coccio frantumati o da spezzoni accatastati di sezioni di tubo di plastica, per lui non fa differenza (probabilmente il tubo di plastica è il suo preferito). L'arredamento della vasca, quando ha cercato di soddisfare al meglio le esigenze dei pesci ospitati, è solo un fatto estetico-culturale, alla fine molto personale, che deve soddisfare il nostro gusto. Certamente, anch'io non amo certe vasche di ciclidofili americani arredate con una parete di tubi di plastica accatastati, ma questo non ha nulla a che vedere con il buon andamento di un acquario e il soddisfacimento delle esigenze dei pesci ospitati. Scendendo più nel concreto: ad esempio, io amo, in quanto a mio gusto danno un senso di naturalezza e drammaticità, gli acquari con grosse radici anche se questo potrebbe essere considerato non pienamente aderente al biotopo del Malawi.
Suggerimenti
Di seguito, alcuni consigli sulle questioni importanti per l'allestimento di una vasca, con la pratica apprenderete le altre:
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